Occultamento…

 

 

Resta chiuso in casa come un vestito
nell’armadio quasi a temer la luce
se qualcuno entra, oh piccolo samsa
rifugiato in fretta sotto le lenzuola
come l’insetto cronometrato il più veloce
o per l’asma che non ti fa respirare,
come non respira la foglia nel libro
né il ricordo di quelle passeggiate
interrotte da uno squillo alla porta,
allora mettere un dito tra le pagine
per non perdere il segno della lettura
come sansone tra le colonne, non è
facile pensare al destino dell’uomo
(come della terra), si è quel che si è,
come lo stesso è il sangue freddo
e pure c’è caldo ma non esci
è ora di rientrare ma non rientri
poter continuar così per mille
trasfusioni – perdere le forze
nel sogno di ciò che si prepara e poi
io non saprei seguirti né tu potresti
avventurarti a questa quiete che viene
e va e non comincia e non finisce

 

 

*

 

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