Demoni

 
Sto in questa camera d’albergo
da solo al quindicesimo piano
a fantasticare irrealizzabili imprese:
scavare dentro di sé ad esempio
per le solite ragioni esistenziali
far tutto da sé o farsi aiutare?
e quindi guardare la televisione
vedersi amanti delle scorciatoie
filiformi – mosche bendate
dietro geometrici tendaggi
potrei scrivere i versi che non ho
ancora scritto se ci penso
ma non trovo una sola parola
nel silenzio asettico che mi forma
è solo tempo perso la mia vita
inutile e lenta come quell’aereo
che sta appena sorvolando
più in là con un solo viaggiatore
seduto accanto al finestrino
sigillato come questa finestra
per evitare spiacevoli noie
al personale e alla direzione
tanto non importa lo stesso
mi toccherà andare a capo
domani o tra qualche sogno
scrivere un altro verso pagare
il conto togliermi dai coglioni
dimenticare tutto e il sogno
prima di ogni canto rinascere
Maldoror o male fausto dell’alba
essere accompagnato con gli occhi
timbrati addosso e con le firme
in calce dai soliti genitori ignoti.

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