Fuggire l’abitudine

 

Lo stomaco miagola
Nel buio – strizza
I suoi notturni occhi
Alla bocca lunare
Allora mi domando
Cosa mi resta da fare:
Uscire dall’albergo
Saltare giù in strada
Cercare un ristorante
Ma poi cosa ordinare?
Perché a un tratto
Non sentire più fame
Non avere più sonno
La strada che mi gira
Intorno strisciandomi
Addosso come un serpente
Un lenzuolo mi copre
Gli occhi come tende
Alla finestra addormentata
Tu taci più della notte
E no, non c’è niente da fare.

 

 

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