L’altrove

«La vita è altrove» è una celebre frase di Rimbaud. André Breton la cita nella
conclusione del suo Manifesto del Surrealismo e nel maggio del 1968 gli studenti
parigini l’adottarono come slogan e la scrissero sui muri della Sorbonne.

Da la Prefazione de “La vita è altrove” romanzo di Milan Kundera
L’altrove era adesso
1.

Vivere è un continuo offrirsi al dolore
e io non ho nessun dono da porgere

e nessun verso da leggere in silenzio…
resterebbero solo l’ossa sulla spiaggia

a prendere il sole, altre ossa di balene
confuse con i fianchi delle conchiglie.
2.

Perseverare a esistere – indecente
ostinazione – riflesso invisibile

d’un vuoto una mancanza. Potesse
invece mancarmi il fiato la sete

l’amore e sentirmi attraversato
dalla sua lingua in gola

come un vino gentile – improbabile
errore d’un desiderio iniziale.

3.

Alle risa di festa preferisco
la noia della mia inutile vita

ma di star con la gente non ho più
voglia – non ne avevo nemmeno prima.

Non fai in tempo a girar l’angolo che già
li senti: imbrattano i muri – parlano di te.

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