L’uomo della pietra

Sono ancora l’uomo della pietra
perché c’è di nuovo questa zanzara

che mi ronza nell’orecchio
e che non riesco a scacciare

una zanzara che si è infilata sotto pelle
come un tatuaggio o una dose di eroina

di effimere immagini d’autunno
che si distendono al suolo rossastro

e si moltiplicano ancora conservando
il calore tipico del corpo vivo e segreto

come della volpe che caccia la volpe
così la voce senza più voce dell’amor

parlato… la percezione delle nuvole
fremere per nuove primavere

è così che passa l’uomo della pietra
che gira nella fionda di Davide

proprio vicino al mio orecchio
si sente quasi un suono di sirena

blu e poi rosso e poi ancora blu
e che non riesco a scacciare

ma bisogna alzarsi e scrivere sui muri
croce vento notte nella testa

in orbita mi lanciano con tutta la caverna
e così comincio di nuovo a girare

col suono della terra nell’orecchio
dell’uomo della pietra che ascolta

un’eco di vita passata questa illusione
di potersi ancora rialzare

ma il passato è questo gigante
che ha smesso improvvisamente di crescere.

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