Notturni cieli azzurri come specchi

Sopratutto d’estate sono un continuum –
azzurro jazz con un po’ di brillantina.

Ma più azzurro del cielo era l’azzurro
aspro delle parole, la salvezza

sulle labbra di un arcipelago pieno
di rospi innamorati del firmamento

e in particolare era per Iside che
gonfiavano le gole alzando la testa

al cielo a mostrar la giugulare. E
come Dizzy Gillespie, fedele fino

alla morte, si cimentavano davvero
in un assolo che durava tutta notte.

Ma poi risorge il mondo ogni mattino
tra bave di luce e magre consolazioni.

E Lei sorride e mostra i denti come
l’orologio il tintinnare delle ore.

E tu sul filo della spada di Orione
ti guardi intorno e nemmeno ti ritrovi.

Ogni tanto una pagina strappata al mare,
al vento, a una luna incerta da calendario.

Ma poter dire almeno un ultima parola,
darsi come l’agnello alla lama del cielo.

 

 

 

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